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le radici del bio

L'Antroposofia di Rudolf Steiner
All'inizio del secolo l'antropologo Rudolf Steiner getto' le basi dell'antroposofia, teoria che vede l'essere umano come particella di un equilibrio cosmico. Lo stesso pubblico' nel 1913 un trattatello di agricoltura conforme alla sua dottrina. Fu il suo studioso H. Pfeiffer a convertire in modo organico gli insegnamenti steineriani in un metodo che prese il nome di "agricoltura biodinamica". Alla fine degli anni '20 nacquero le prime fattorie biodinamiche in Germania, Svizzera, Inghilterra, Danimarca e Paesi Bassi. Oggi, il movimento si raduna sotto il marchio di qualita' Demeter. Rispetto ad altri movimenti salutisti, l'agricoltura biodinamica implica sfumature di idealismo, una cornice filosofica, che si traducono in metodi di semina, di raccolta, di coltivazione armonizzati a cicli lunari e astrali.
Soil Association in Inghilterra.
Dopo la Seconda Guerra mondiale questo movimento, che piu' tardi prese il nome di Soil Association, cerco' di riportare l'humus e la fertilita' del suolo nel loro giusto posto nell'equilibrio ecologico. Il movimento inglese si fonda sulle teorie esposte da sir
Albert Howard nel suo 'testamento sull'agricoltura' nel 1940.
H. Mller e l'autosufficienza (1930)
In Svizzera nel 1930 il politico
H. Mller diede impulso a un nuovo movimento. I suoi scopi erano insieme sociali, politici ed economici. Si cercava di predicare l'autosufficienza dei contadini, delle fattorie. E un piu' stretto contatto, una ridotta distanza, tra le fasi della produzione e del consumo. Il medico austriaco Hans Peter Rush riadatto' queste idee incorporandole in un metodo basato sulla massimizzazione dell'utilizzo di risorse rinnovabili.
Anni '50: dopo l'espansione, l'agricoltura biologica al bivio
In questo periodo, un'agricoltura slegata dalla montante marea della chimica inizio' a diffondersi in Francia grazie a pionieristici studi medici che lanciavano segnali d'avvertimento sulle ricadute dell'alimentazione sulla salute. Una tendenza che giunse a un bivio, facendo nascere un movimento legato a operatori commerciali che fornivano supporti e indicazioni ai contadini (Lemaire-Boucher) e un movimento puramente ideologico, indipendente, senza alcun intento commerciale (Association Natura e Progresso).
La sollevazione del 1968, e la crescente sensibilita' ai temi ecologici
Il contesto sociale e culturale, la nascita di nuove idee e di un nuovo modo di propagarle diedero impulso a tutte le idee che hanno impregnato e dato linfa all'agricoltura biologica.
'70: movimenti di protesta, stile di vita alternativo, ecologia. E norme rigorose
Con il fervore di quegli anni ci fu un definitivo cambiamento di tono. Tempo di nuove idee, trasformazioni sociali significative, movimenti di protesta e proliferazione di modi di vita "alternativi". Nel contempo, la crisi petrolifera del 1973 diede adito al nascente movimento ecologista di affermare con piu' forza le proprie idee.
E' il momento del "ritorno alla terra", della vita in comunita'
In Inghilterra la Soil Association compi' un passo di cui solo oggi si avverte la portata 'storica'. Creo' un marchio. E introdusse le nozioni di "disciplinari di produzione", di standard formulati legalmente, di controlli di qualita'. Per fornire agli acquirenti di prodotti biologici un'effettiva garanzia legale. In Francia i contadini si riunirono in sindacati organizzati in federazioni quali la
FNAB (Fdration Nationale d'Agriculteurs Biologiques). Le piu' grandi organizzazioni di tutto il mondo, poi, unirono le forze fondando l'IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements), a tutt'oggi punto di riferimento internazionale per l'agricoltura biologica.
Anni '80 - '90: la domanda cresce. Anche grazie all'Europa
Gli anni '80 segnano la piu' accentuata industrializzazione dell'agricoltura della storia. I terreni, negli anni passati gia' nebulizzati da composti organici e DDT, sono innaffiati da dosi sempre maggiori di prodotti chimici, e si escogitano metodi di produzione ancor piu' "letali" (per esempio, la deessiccazione dei pomodori: le piante vengono irrorate in un dato momento di sostanze velenose per ucciderle -deessiccarle-, facendo poi maturare i pomodori sulle piante morte tutti allo stesso tempo e raccoglierli insieme). Forse per reazione, o forse per tradizione, nei paesi nordeuropei era gia' pressante la richiesta di prodotti agricoli coltivati con metodi piu' naturali. L'istituzione della CEE, del mercato comune europeo, e l'adesione all'Europa dei paesi dell'area mediterrannea (a piu' spiccata vocazione agricola) hanno dato aperto le porte del mercato europeo ai produttori biologici, favorendo la diffusione dei frutti del loro lavoro. Oggi l'agricoltura biologica, in forza del sempre maggior successo che incontra sui mercati, si e' definitivamente affrancata da quello status di marginalita', di alternativita' che, come abbiamo visto, la contraddistinguevano alla nascita. E', si puo' ben dire, cresciuta.


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